E quel maggio fu rivoluzione

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Di Angelo Quattrocchi

«Quando il dito fa segno alla luna, l'idiota guarda il dito»
E’ un proverbio cinese. Era scritto su un muro del Conservatorio musicale di Parigi, nel maggio 1968.
Nel dolce mese di maggio i francesi diedero inizio al primo atto della loro grande seconda rivoluzione.
Una rivoluzione che vuole rose, non solo pane, quindi la più grande delle rivoluzioni, e l'ultima. Qui nei
fatti di quel maggio, abbiamo cercato la luna, tanto desiderata, con tutta la passione degna dei giovani
francesi che hanno rotto le grigie regole della storia in quei giorni e l’han resa visibile a tutti.
Qui noi scriviamo di quel momento di rivoluzione, del suo segno vittorioso pur tra le sconfitte del
maggio e del giugno di restaurazione. Scriviamo per menti e cuori che erano allora lontani da Parigi.
Sperando di convincere gli increduli, di incoraggiare quelli che sperano, e di scuotere dal sonno quelli
che ancora dormono nella preistoria. Angelo Quattrocchi, luglio 1968

“L’autore racconta la storia di quel mese con un linguaggio appassionato ed elettrizzante, fatto
d’immaginazione e di poesia, pur restando saldamente ancorato al suo dovere di cronista” The Times

“Entusiasmante come un thriller, vero come la vita vissuta” Il Messaggero

“La storia di una rivoluzione, vissuta come il Lissagary visse la storia della Comune di Parigi, e ci
scrisse” Tuttolibri La Stampa

CON ILLUSTRAZIONI D'EPOCA, I MANIFESTI DI STRADA DEL MAGGIO FRANCESE.